FEDERICO USTOLIN, IN BARCA PER EMULARE NONNO, PAPA’ ... ED ANCHE LA SORELLA
di Augusto Martellini
Mario, Maurizio, Chiara e Federico rappresentano tre generazioni di rematori della famiglia Ustolin che da oltre sessant’anni forniscono canottieri generosi al canottaggio italiano. L’ultimo rampollo della casata triestina è quel Federico che da alcune stagioni si porta sulla groppa la responsabilità di ben figurare per perpetrare la tradizione remiera della famiglia. Nonno Mario azzurro ai Giochi olimpici di Londra 1948 nel doppio, papà Maurizio ai Mondiali assoluti ad Amsterdam 1977 in quattro con, la sorella Chiara settima ai mondiali juniores in quattro senza a Duisburg nel 2001.
Insomma, per Federico, atleta della Pullino di Muggia, canottaggio nel sangue, ma anche una responsabilità non da poco. Ma lui, fisico asciutto (come il nonno ai tempi d’oro), peso leggero naturale, la cosa lo inorgoglisce e non lo impensierisce più di tanto. Studente modello dell’Istituto Tecnico Volta di Trieste con lapassione oltre che per il canottaggio, per la musica, l’informatica, e tutto lo sport di alto livello in genere, va per la sua strada deciso e caparbio, doti che non si insegnano, ma si ereditano. Da quattro anni sul podio ai Campionati italiani: da Ragazzo (bronzo nel quadruplo e argento in singolo) e da Junior (bronzo al primo anno in singolo e argento al secondo anno, sempre in singolo). Risultati che, se letti tra le righe, fanno trasparire un’evoluzione dell’atleta in una delle specialità più impegnative del panorama remiero: il singolo.
Quest’anno il suo obiettivo erano i Mondiali juniores, e ci ha messo tutto l’impegno possibile: terzo al secondo Meeting nazionale di Piediluco, secondo ad un soffio ai Campionati italiani (dopo essere stato in testa fino a metà gara) dietro al ravennate Rosetti campione iridato juniores 2005 in quattro di coppia, ancora secondo alle selezioni per i Mondiali, in finale all’internazionale di Bled. Ma tutto questo purtroppo non è bastato. Rientrato dall’ultimo breve raduno a Piediluco sabato sera a Trieste (oltre 600 km di distanza), da Trieste è ripartito 12 ore dopo, domenica mattina, per tornare a Piediluco per le selezioni per la Coupe de la Jeunesse, che ha vinto. In Olanda, a Groningen la griglia di partenza era molto competitiva:argento al sabato dietro l’inglese Clapp con una partenza un po’ lenta, ma soli 3 secondi all’arrivo. Voleva cercare di ripetere il risultato di Ravenna 2004 in Coppa quando alla domenica vinse la finale del singolo. Partito con tutta la generosità di cui era capace, transitava in testa ai 1000 metri, dove però il britannico (2 metri per 100 kg) lo risucchiava passandolo seppur di poco, e l’austriaco se ne approfittava ed al fotofinish gli soffiava l’argento. Bronzo per Federico, ma ancora una volta sul podio anche nella Terra dei Mulini a Vento. Un risultato che rappresenta un punto di partenza per ricominciare la prossima stagione, con l’umiltà dei forti e la consapevolezza di avere nel DNA quei caratteri che fanno di un canottiere qualunque un campione.