La S.V. è cortesemente invitata all’inaugurazione
VENERDI’ 15 DICEMBRE 2006
alle ore 19
della mostra di stampe d’epoca
ROWINGART
il canottaggio dai suoi primi anni di vita agli inizi del XX secolo,
la più importante di questo genere in Italia, che sarà allestita in piazza Sant’Antonio n° 2 - I piano.
La mostra nelle giornate successive, e fino alla sua chiusura, giovedì 21 dicembre, rispetterà i seguenti orari: mattino 10/12, pomeriggio 17/19.
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IL materiale esposto è stato concesso da:
MAURIZIO USTOLIN
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Diplomato all’ISEF di Torino, specializzato presso l’ISEF dell’Aquila in Teoria e pratica del canottaggio.
Insegna presso la scuola elementare Don Milani dove è responsabile della Biblioteca scolastica.
Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine Nazionale, collabora con la pagina sportiva de Il Piccolo di Trieste e con l’Ufficio Stampa della Federcanottaggio.
Giornalista dell’Anno 2005.
Autore di racconti a carattere sportivo premiati ai Concorsi nazionali del Coni e pubblicati su riviste specializzate e non.
Atleta a livello internazionale, ha conquistato 10 titoli italiani con la maglia della Sisport Fiat di Torino, 3 medaglie d’argento al Match des Seniores, 1 argento in Coppa Latina ed una semifinale ai mondiali assoluti.
Allenatore di III categoria ha preparato per 10 anni le squadre nazionali femminili, come tecnico societario ha allenato Sisport Fiat Torino, Cus, Nettuno, Saturnia a Trieste e la Pullino a Muggia.
I suoi atleti hanno conquistato finali olimpiche, medaglie ai mondiali juniores ed under 23, e complessivamente oltre una sessantina di titoli italiani.
Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Allenatori di Canottaggio.
Appassionato del canottaggio e della sua storia, ha collezionato stampe riguardanti lo sport del remo. La raccolta esposta in questa sala racconta da sola il canottaggio dai suoi albori agli inizi del ‘900, con interessanti testimonianze di come la disciplina della voga si sia sviluppata in un bacino europeo ed extraeuropeo, che dagli Stati Uniti all’Inghilterra, dalla Germania alla Francia, per approdare anche in Italia, scrivendo fin dagli inizi pagine di sport autentico.
Inghilterra e Stati Uniti sono state le nazioni nelle quali già nella seconda metà dell’800 i media davano ampio risalto allo sport del canottaggio, seguendo le tradizionali regate sui principali grandi fiumi (Tamigi, Tyne, Schuykill), mettendo in evidenza gli epici confronti tra gli armi universitari (Oxford e Cambridge), come le sfide in singolo tra i migliori sculler del tempo.
I giornali dell’epoca settimanalmente (soprattutto nell’edizione del sabato), dedicavano ampio risalto alle sfide di cartello e non si soffermavano soltanto sull’aspetto agonistico, ma anche su quello coreografico dell’evento.
I cronisti d’allora seguivano spesso le gare su imbarcazioni messe a disposizione dall’organizzazione ed il loro lavoro era supportato da valenti disegnatori che con la loro perizia immortalavano, con il loro tratto preciso e sopraffino l’impresa remiera.
London Illustrated News, The Grafic, The Sphere, L’Illustration, Harper’s Weekly, Le Monde Illustrè, Frank Leslie Illustrated Newspaper, The Illustrated News of the World, The Illustrated Sporting and dramatic News, The Black & White, sono le testate giornalistiche che meglio hanno raccontato le gesta dei canottieri.
Alla cronaca della regata (pubblicata in genere in sesta pagina), in copertina o comunque tra le prime illustrazioni del giornale apparivano disegni artistici e molto fedeli al vero, che nulla avranno da invidiare alle fotografie che negli anni a venire sarebbero andate a corredo dell’articolo.
Apprezzata la figura dell’allenatore (coach), talvolta un ex canottiere, altre un insegnante di educazione fisica, altre ancora un preparatore atletico proveniente anche da altri sport, con una buona conoscenza degli elementi per la preparazione, con i mezzi più disparati seguiva gli equipaggi in allenamento.
Non sempre aveva a disposizione le imbarcazioni per stare accanto agli equipaggi lungo il fiume, ed allora li seguiva a piedi, come in bicicletta, come a cavallo.
Poco sviluppato il canottaggio femminile nel tardo ‘800. La donna approfittava della regata come occasione mondana per dare sfoggio della sua avvenenza (dei vestiti e dei gioielli), ed era una delle attrattive per il pubblico dopo la regata di per se stessa. Sempre presente alle gare di canottaggio, seguiva con interesse la regata…ed i rematori!
Ancora poco attrezzate le palestre (anche se la cultura fisica si avvicina a grandi passi) e poco diffuse le vasche voga, i canottieri del XIX secolo uscivano in barca per buona parte dell’anno fino a quando cioè lo specchio d’acqua lo consentiva, e non gelava, dopodichè gli allenamenti tecnici si diradavano per riprendere appena le condizioni metereologiche lo consentivano. Proseguivano quindi la preparazione a secco. Nascevano i primi simulatori di voga idraulici, antesignani degli odierni remoergometri. Nelle palestre si iniziavano i lavori di potenziamento con manubri, bilancieri e rudimentali macchine per il miglioramento della forza.
Le regate erano disputate in singolo, doppio, 2 senza, 4 con ed otto, solo più tardi si aggiunsero altre specialità.
La barca regina era sempre l’otto che rappresentava il fiore all’occhiello, la massima espressione che un club, un’università, o un college riusciva ad esprimere.
Le sfide in singolo avevano il sapore di puri confronti individuali, una prosecuzione di stampo sportivo dei confronti cavallereschi dei secoli precedenti.
Le regate erano disputate sempre su distanze lunghe (6,8 km la Oxford/Cambridge), ed alle volte, nel caso in cui il tratto a disposizione per la regata non fosse lungo abbastanza, si ricorreva al “giro di boa” ed alle gare ad handicap.
L’abbigliamento del canottiere era molto sobrio: pantaloncini e maglia senza maniche (la tradizionale canottiera), oppure un indumento di taglio unico, composto da pantaloni che arrivavano di poco sotto il ginocchio e canottiera.
Quello dello spettatore invece era ciò che di meglio poteva prevedere il suo guardaroba, tanto che tradizione consolidata, per accedere a tribune o parterre privilegiati (Henley ad esempio), era necessario per l’uomo, indossare giacca, camicia, cravatta (quella del club preferibilmente) e cappello: dapprima una ricercata tuba, poi comunque un copricapo a larga tesa.
La stagione agonistica iniziava l’ultimo sabato di marzo con una processione di tutte le imbarcazioni che i club riuscivano a mettere in acqua, ed era una festosa occasione che univa vogatori e la folla entusiasta assiepata sulle rive che pregustava gli eventi dell’annata entrante offerti dagli armi in passerella.
Erano centinaia le imbarcazioni che popolavano il fiume e che sfilavano accolti dagli scroscianti applausi e dagli sguardi ammirati del pubblico, nel tratto che nelle settimane a venire sarebbe stato dedicato alla regata.
I punti di maggior interesse per seguire la regata erano: la partenza, il passaggio sotto i ponti, e l’arrivo.
Molto ambite le postazioni in prossimità dei ponti (Barnes, Hammersmith), punto in cui le imbarcazioni lanciate, trovavano le maggiori difficoltà causa lo stretto passaggio (effettuato alle volte da più barche contemporaneamente), e la corrente che produceva insidiosi mulinelli che disturbavano la corsa degli scafi.
Le gare di canottaggio erano seguite dal pubblico dalla riva in forma statica (aspettando il passaggio delle imbarcazioni in un punto prestabilito), oppure in forma dinamica, seguendo dalla riva per brevi tratti di corsa…, con i pattini, …in bicicletta…, a cavallo…, ed alle volte anche in treno…!
Una parte importante nello svolgimento della regata era quella affidata alla giuria, alla quale spettava le decisioni in merito a irregolarità compiute dagli equipaggi lungo il percorso.
I giudici seguivano la regata dalla partenza all’arrivo su imbarcazioni messe a disposizione dall’organizzazione, spesso scafi da lavoro attrezzati per l’occasione, molto ingombranti, ma gli unici a garantire la possibilità di assistenza agli scafi durante la gara.
Sui giornali dell’epoca era già molto diffusa la pubblicità. Questa era rivolta anche ad attrezzature specifiche per il canottaggio come: il vogatore idraulico, l’orologio per contare le battute (il contacolpi) ed il binocolo per seguire le varie fasi della regata.